Cervia Sale e Sole

Luogo: MUSA-Museo del Sale di Cervia

Quando: Da sabato 01 aprile 2017 a lunedì 01 maggio 2017

Autore: MUSA-Museo del Sale di Cervia

Dal 1 aprile al 1 maggio MUSA il museo del sale di Cervia ospita Cervia Sale e Sole, una mostra
di opere degli artisti Claudio Irmi e Giampiero Maldini.
Gli autori raccontano e valorizzano il territorio, la città di Cervia, le tradizioni, l’incanto e la magia
delle saline attraverso incisioni calcografiche. Rendono omaggio alla natura e all’attività dell’uomo
con immagini di fenicotteri, di tramonti, di flora e fauna delle saline, ma anche attraverso la
descrizione di un ambiente vissuto e rinnovato dall’uomo nel corso del tempo e delle proprie attività.
Claudio Irmi e Giampiero Maldini propongono in questa occasione, soprattutto particolari opere
calcografiche realizzate con la singolare tecnica della puntasecca, alternate ad opere di grafica.
Gli artisti utilizzano come matrici prevalentemente lastra di rame o di zinco dello spessore di un
millimetro circa oppure altre leghe “morbide” che cedono facilmente al passaggio della punta.
La Puntasecca
Essendo il rame metallo elettivo, la punta che incide, per quanto affilata, non supera agevolmente
l'attrito opposto dalla forma. La maggiore o minore pressione esercitata dall'incisione sullo strumento,
determina la variazione di profondità, e quindi d’intensità della traccia. Essa presenta, lungo i margini,
le “barbe” costituite dal ripiegarsi del metallo aperto dall’intaglio e rovesciato ai lati come la terra dal
vomere. Il segno è fresco, immediato, arricchito dalla pastosità creata dalle “barbe” impregnate
d’inchiostro e si differenzia nettamente dal segno del bulino che elide il metallo con perfetta continuità
e regolarità.
Particolarmente interessante la presenza degli artisti con dimostrazioni dell’uso del torchio
calcografico ogni domenica, nel periodo della mostra fino al 1 maggio.
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Le origini dell’incisione calcografica sono incerte,sembra essere nata in Germania verso il 1430,
quando si può supporre fosse conosciuto l’uso del torchio a cilindri in sostituzione del torchio verticale
fino allora usato per la xilografia.
Per questa tecnica si fa solitamente riferimento alla più conosciuta acquaforte che si sviluppò all’inizio
del 1500 come sistema rapido di incisione in sostituzione del bulino. Si suppone che il primo ad
utilizzarla in Italia sia stato Francesco Mazzola detto il Parmigianino(1503/4-1540) mentre
successivamente grazie a Callot (1592/3-1635) e Rembrandt (1606-1669) divenne un’importante
forma d’arte.
Sostanzialmente la calcografia si differenzia in base ai sistemi utilizzati per la preparazione della
lastra.
Nel bulino (la tecnica più antica) l’incisione si ottiene attraverso l’asportazione meccanica di materiale
dalla superficie della lastra. Nella puntasecca l’incisione è ottenuta tramite la pressione di una punta,
solitamente conica, deformando meccanicamente la superficie metallica.
Nell’acquaforte e nell’acquatinta il tratto inciso si ottiene con un’asportazione chimica di materiale
dalla superficie della matrice.

  • LA TORRE SAN MICHELE