A Faenza sulle tracce del Sangiovese

A Faenza sulle tracce del Sangiovese


Il vino che più di ogni altro racconta l’anima della Romagna? Il Sangiovese. La città migliore da visitare questo mese per coglierne l’essenza e gustarne i profumi e i sapori? Faenza, per almeno due motivi. Il primo è di natura storica e riguarda le origini di questo antico vitigno, di cui la prima traccia ufficiale si trova nell’Archivio di Stato della città manfreda: in un atto notarile datato 1672 si certifica la cessione in affitto di una vigna con tre filari di “Sangiovese” da parte di una proprietaria terriera al parroco di Pagnano. Il secondo motivo è invece “Vini ad arte”, l’importante evento annuale che il Consorzio Vini di Romagna organizza al Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza. L’appuntamento, durante il quale le cantine romagnole presentano in anteprima le nuove annate dei propri Sangiovese Riserva, è fissato quest’anno per domenica 18 febbraio, dalle ore 16 alle 19. Un’occasione golosa per un aperitivo insolito in cui assaggiare le diverse espressioni territoriali del rosso romagnolo, abbinandole – perché no? – a una visita guidata alle straordinarie collezioni di uno dei più importanti musei d’arte ceramica del mondo.

Chi è invece per il più tradizionale abbinamento cibo-vino e preferisce andare alla ricerca di un buon piatto di carne o di un tagliere di salumi e formaggi tipici da gustare insieme a un calice di Sangiovese non resterà deluso passeggiando lungo le vie del centro storico, dove si trovano alcuni locali premiati a livello nazionale per la qualità delle proposte. Tra questi merita una menzione speciale l’Osteria La Baita in via Naviglio, punto di riferimento per il cibo e il vino di qualità nato da un’idea di Roberto Olmeti portata avanti oggi dalla moglie Rossana insieme al figlio Fabio.

Se la tavola è il posto ideale per gustare i sapori di un vino, per capirne al meglio l’identità è necessario visitare il territorio da cui nasce. Per chi può concedersi un giorno di visita in più, quindi, il suggerimento è di cercare alloggio per la sera in città (solo all’Hotel Cavallino ci sono 80 stanze disponibili!) e dedicare il la mattina successiva alla visita di una cantina faentina in cui vedere le vigne da cui nasce il Sangiovese. Due proposte a cavallo della via Emilia: l’azienda agricola Gallegati (via Lugo 182) e l’azienda agricola Trerè (via Casale 19), cantine che a distanza di pochi chilometri vi mostreranno nel calice sensibilità e interpretazioni diverse di un unico vitigno capace di sorprendere a ogni sorso. E se il loro Sangiovese vi conquisterà il cuore… in entrambi i casi potrete chiedere una stanza per la notte prolungando di un giorno il vostro viaggio.