Tempo di vendemmia tra uve sorprendenti e ricche di gusto

Quantità e qualità delle uve in crescita in Romagna per la vendemmia 2018, che si preannuncia tra le migliori degli ultimi anni. Se la raccolta continuerà per tutto settembre con le varietà rosse grandi protagoniste, i primi grappoli bianchi destinati alla spumantizzazione sono stati vendemmiati già dalla terza settimana di agosto. Tra questi c’è il Trebbiano per “Bolè”, il primo Romagna Doc Spumante nato dalla collaborazione tra le cantine cooperative Caviro e Cevico all’interno del progetto “Novebolle” del Consorzio Vini di Romagna, che mira a valorizzare le bollicine di casa nostra in Italia e all’estero. Passeggiando in questi giorni lungo i vigneti della Strada della Romagna si respirano profumi intensi e un’aria di festa, anche se il lavoro tra i filari richiede grande fatica e attenzione per riuscire a portare in cantina ogni varietà al grado perfetto di maturazione. Un’occasione speciale per osservare da vicino il lavoro dei vignaioli è il Trat-Tour organizzato dall’Associazione per la Torre di Oriolo: ogni sabato di settembre un carro panoramico porta famiglie ed enoturisti in giro per le cantine di Oriolo dei Fichi, dove si svolgono degustazioni dei vini tipici del territorio. Qui l’uva di casa è il Centesimino, capace di stupire in tutte le vesti con i suoi aromi e il suo sapore intenso: assaggiate per credere le versioni spumanti e ferme, in acciaio o in legno, fino a quella passita delle cantine Poderi Morini e La Sabbiona. Non mancano in questa zona, così come in tutta la provincia di Ravenna, anche ottime interpretazioni di Albana, il vitigno più nobile della Romagna e pure il più sorprendente. Basta infatti spostarsi di pochi chilometri per gustare bottiglie con sfumature molto diverse tra loro, ma tutte ugualmente affascinanti. Qualche esempio? Provate ad avvicinare l’Albana secca di Trerè e Podere La Berta, l’Albana dolce della Cantina di Faenza e di Cantine Intesa e quella passita delle aziende agricole Ferrucci e Gallegati. Tra le ultime uve a essere raccolte, insieme al Sangiovese che nel territorio di Riolo Terme trova cantine di lunga tradizione come Quadalti e Podere Torre Mazzolano, troviamo altri due vitigni autoctoni rossi scendendo verso la pianura: l’uva Longanesi e l’Uva del Tundè. Dalla prima, il cui nome è legato all’azienda agricola Longanesi Daniele scopritrice del vitigno, ma che ha numerosi interpreti tra cui le cantine Randi e Celti Centurioni, nasce il vigoroso Bursôn. La seconda, invece, regala un vino rosso rubino con riflessi violacei dai profumi fruttati e speziati: una piccola produzione tutelata dall’omonimo consorzio impegnato nella tutela di questo vitigno poco conosciuto, ma ricco di sapore.