Territorio e Storia della Romagna

Quali sono i confini geografici della Romagna?

A differenza di ciò che indicano i confini amministrativi delle Province che attualmente la compongono, geograficamente la Romagna inizia a Cattolica, nel riminese, e a occidente arriva al fiume Sillaro, tra Imola e Bologna. A nord il confine è rappresentato dalla provincia di Ferrara e dalle Valli di Comacchio,
a sud inizia dal confine con la Toscana (ma fanno parte della Romagna geografica anche territori dei Comuni di Marradi, Palazzuolo e Fiorenzuola) e ad est arriva al Mare Adriatico. 

foto-varie/olmeti-23.jpgLa Romagna tuttavia non è solo un’espressione geografica: è prima di tutto un territorio omogeneo, con una storia e una cultura ben definite, da cui derivano le caratteristiche culturali e caratteriali della popolazione e la conseguente impronta sul paesaggio e sulla vita.

La storia racconta di un nucleo territoriale formatosi nell’alto medioevo grazie alla presenza bizantina, che sconfisse gli Ostrogoti e resistette a lungo ai Longobardi: questo territorio (l’Esarcato) venne definito “Romandiola”, come residuo in occidente del grande impero romano. Da qui il nome Romagna. Dopo il  periodo medievale dei Comuni e delle Signorie, l’altra presenza storica di riferimento è quella della Chiesa, che ebbe su questi territori un dominio continuo, a partire dai primi anni del XVI secolo fino al 1859, se si esclude la breve ma intensa parentesi napoleonica. 

foto-varie/piazza del popolo1.jpgDa queste vicissitudini storiche è nata un’espressione culturale singolare: una popolazione dalle radici profondamente legate alla terra, con un senso di appartenenza molto marcato e una lingua unificante, il dialetto romagnolo, che riassume la gente e il territorio con la sua straordinaria efficacia.

L’amore per la terra e il ruolo centrale dell’agricoltura hanno plasmato un territorio agricolo molto curato, in cui le attività dell’uomo sono in sorprendente armonia con gli spazi naturali.

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Questo sia a ridosso delle valli e della costa, sia nelle suggestive aree collinari, sia nella Bassa Romagna: tutti luoghi in cui i tanti agricoltori ancora presenti interpretano non solo il ruolo di imprenditori, ma anche, spesso, quello dei custodi della tradizione.

In Romagna in passato c’è stata molta povertà tra le popolazioni rurali, e le espressioni dell’arte e della cultura sono quelli dell’esperienza contadina, di una visione transitiva e pragmatica del mondo, con i ritmi marcati dalle stagioni e dal calendario biologico delle coltivazioni e degli allevamenti. Assieme a questi ritmi, la casa, la famiglia, le tradizioni sono il punto di riferimento fisso, il luogo dove tornare. Questa è l’anima romagnola, immersa profondamente nel flusso della natura ma capace di uno sguardo ironico e pieno d’amore su di sé e sulla propria storia.