La Romagna a tavola

tavola bagnacavalloIl cibo esprime con grande forza la storia e l’identità della Romagna e soprattutto mostra gli effetti di secoli di agricoltura vissuta dalle famiglie mezzadrili. La mezzadria, che è stata la modalità di gestione agricola più diffusa fra queste terre, ha favorito lo sviluppo di abitudini gastronomiche particolari: con cibi poveri, poche carni e di bassa corte (o, tutt’al più, carni ovine), e con i sapori della cucina di casa, soprattutto durante le feste comandate. Ove possibile, sulle tavole era presente la selvaggina. Lo stesso Pellegrino Artusi, che fu il compilatore del grande manuale della cucina di casa italiana (“La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”), ha codificato forse proprio dall’esperienza di vita sviluppata in Romagna, sua terra di origine, un mondo culinario dai sapori e dai profumi domestici.

tavola romagnolaLo sviluppo dell’economia nel secondo dopoguerra non ha cancellato questa impronta gastronomica marcata: che si incontra ancora, rielaborata e ingentilita, nella diffusa gastronomia locale ancora molto legata alle tradizioni.

Nella cucina romagnola dominano i primi piatti, frequentemente a base di pasta sfoglia di uova e farina tirata a mattarello e presentata in svariate forme e combinazioni: ripiena di carne, formaggio o ricotta e verdure, in brodo, o sotto forma di tagliatelle o lasagne con ragù di manzo e maiale o di selvaggina.

I secondi sono spesso semplici, molto spesso a base di carni ovine o di pollame (molto diffusa e apprezzata è la faraona), insaporiti con i prodotti dell’orto o, in certe zone, con le erbe aromatiche. Sulla tavola non mancano l’olio extra vergine di oliva delle colline e lo Scalogno di Romagna. Nell’area della costa naturalmente si incontra una gastronomia legata al mare e, in particolare nella zona delle Valli di Comacchio la presenza diffusa nei menù dell’anguilla. I dolci non smentiscono l’impronta familiare: siano essi secchi (ciambelle, crostate o biscotti casalinghi) o al cucchiaio (diffusi il latte brulé e la zuppa inglese) allietano l’ospite con la loro gustosa semplicità e fragranza.

tavola/consorzio_4.jpgI vini romagnoli sono a loro volta diretti e sinceri: il principe è il Sangiovese (Romagna Sangiovese DOC) che in questa terra raggiunge vertici di qualità davvero considerevoli e accompagna per affinità di franchezza i gusti della gastronomia. Tra i vini bianchi uno spazio del tutto particolare è occupato dal Trebbiano (Romagna Trebbiano Doc) dall’Albana (Romagna Albana DOCG) dotati di un profilo e una personalità rari.

L’esperienza di incontro con la Romagna è dunque ricca di emozioni e sorprese, allietate sempre da quella sensazione di autentico e di limpido che sottolinea quanto si stia vivendo: la semplice e tenera verità di questo luogo, singolare e amabile.

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