Sulle tracce della storia lungo il fiume Lamone

Sulle tracce della storia lungo il fiume Lamone

 

Camminare lungo le rive di un fiume scoprendo i tesori della natura tra antiche leggende, tradizioni secolari e sapori genuini: c’è un modo migliore per godersi la magia della Primavera? Tra i territori di Russi e Bagnacavallo il fiume Lamone offre la possibilità di un’interessante passeggiata sulle tracce della storia, un itinerario ricco di fascino da scoprire durante le giornate soleggiate di aprile e maggio.

 

Punto di partenza ideale per una gita tra natura e cultura è Palazzo San Giacomo di Russi, edificio quasi millenario che custodisce al suo interno il più vasto ciclo pittorico giunto in Romagna tra Seicento e Settecento. Da qui, costeggiando l’argine destro del Lamone e ammirando la fioritura primaverile delle piante fluviali, si arriva in poco tempo, dopo aver attraversato il corso d’acqua, a Boncellino.

 

Gli amanti del buon bere sapranno che siamo nella patria del Bursôn, un vino davvero unico che nasce da un’uva identificata un secolo fa dalla famiglia Longanesi e battezzata proprio con il loro nome: Uva Longanesi. L’azienda agricola Longanesi Daniele diventa quindi una tappa obbligata per conoscere la storia di quella strana vite abbarbicata a una quercia scoperta nel 1913 e da cui oggi deriva un vino rosso di grande struttura e sapore, che merita di essere gustato davanti a un buon piatto di carne o un tagliere di salumi e formaggi romagnoli. Il luogo ideale per sperimentare questo connubio di sapori è sicuramente l’agriturismo Celti Centurioni, distante pochi chilometri, dove si può gustare anche un secondo vino prodotto da un altro vitigno autoctono, l’uva Balsamina.

 

Per chi ama invece i formaggi il Paradiso a pochi passi è l’azienda agricola “Il Buon Latte” nella vicina San Bernardino di Lugo. Partendo da oltre duecento vacche di razza frisona allevate in più di cento ettari di prati verdi vengono prodotti in regime biologico latte fresco di prima qualità, yogurt e una vasta gamma di formaggi tipici romagnoli, dallo Squacquerone al Raviggiolo.

 

Oltre ai sapori genuini di un angolo incantevole di Romagna la Primavera è la stagione ideale per scoprire le vegetazioni spontanee della pianura ravennate e il grande patrimonio di biodiversità ambientale e sapere artigiano che vi ruota intorno. Impossibile, quindi, non fare tappa all’Ecomuseo delle Erbe palustri a Villanova di Bagnacavallo, che da oltre trent’anni tutela l’economia e le tradizioni contadine e artigianali del territorio attraverso progetti di turismo lento, consapevole e sostenibile.

 

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